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La rabbia nel cane

la rabbia nel cane

La rabbia nel cane è una malattia che tutti conosciamo: l’animale si ammala, diventa aggressivo e sbava, morde una povera vittima e la trasmette.

Detto così sembra tutto semplice, in fondo è un argomento che è stato spesso trattato anche a livello cinematografico, quindi crediamo di conoscerla bene.

Il vaccino non è nemmeno obbligatorio in Italia, per cui probabilmente non è una patologia poi tanto pericolosa.

Purtroppo però la rabbia, e non solo la rabbia nel cane, poiché colpisce anche altre specie animali, è tutt’altro che scomparsa. Che sia rara in Europa è vero, ma non si è estinta.

E ci sono paesi, ad esempio gli Stati Uniti, dove la malattia è ancora ben presente, anche se non tra i cani e gli altri animali domestici, visto che il vaccino è obbligatorio, ma tra gli animali selvatici.

E in altri paesi è tra le malattie che ancora mietono migliaia di vittime.

E’ quindi meglio vaccinare il cane, oppure possiamo evitare se non viaggia fuori dal paese? Vediamo di fare chiarezza sull’argomento e di capire esattamente di cosa si tratta.

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virus della rabbia nel cane

Cos'è la rabbia?

La rabbia è una malattia virale che causa l’infiammazione acuta del cervello, negli esseri umani e in altri animali a sangue caldo (non solo i mammiferi ma anche gli uccelli). E’ una zoonosi, ovvero una malattia trasmissibile tra specie diverse .

La rabbia si trasmette quando un animale infetto graffia o morde un altro animale, oppure un uomo.

La saliva di animali infetti può anche trasmettere la rabbia se il virus viene a contatto con la bocca, il naso o gli occhi. Sfortunatamente, i cani sono gli animali più comunemente coinvolti.

Dopo il morso, il virus entra nel sistema nervoso periferico e si sposta verso il sistema nervoso centrale. Il virus è in grado di replicarsi senza essere rilevato dal sistema immunitario dell’ospite.

Il periodo di incubazione è molto variabile (fino a 24 settimane, ma generalmente è di 4-8 nel cane).

La velocità di manifestazione dei sintomi può variare in base al fatto che il contagio sia avvenuto più o meno vicino alla testa e all’encefalo: poiché quella è la direzione che prenderà il virus, tanto più il morso è avvenuto vicino, tanto più velocemente il cane si ammalerà.

Quando il cervello sviluppa l’encefalite si presentano i sintomi. A quel punto il trattamento diventa inefficace e la mortalità è superiore al 99%.

Nel caso dei cani, l’animale viene sempre e comunque soppresso a causa del rischio altissimo di diffusione della malattia.

come si contrae la rabbia

Come si può contrarre la rabbia?

La rabbia è causata da un virus chiamato Lyssavirus. Tutte le specie animali a sangue caldo, esseri umani inclusi, possono essere infettati dal virus della rabbia e svilupparne i sintomi.

La principale modalità di trasmissione è il contatto con la saliva di animali infetti, che avviene soprattutto tramite morsi e ferite.

La maggior parte degli animali possono essere infettati dal virus e possono trasmettere la malattia agli esseri umani.

Tra le categorie maggiormente a rischio ci sono i pipistrelli (che sono i primi tra i portatori della rabbia), ma anche molti mammiferi selvatici quali lupi, coyote, manguste, volpi, moffette, procioni, donnole, orsi e scimmie. Possono trasmetterla anche i bovini e gli ovini, e ovviamente cani e gatti.

E’ raro invece che a trasmetterla siano roditori, scoiattoli e altri piccoli animali, perché generalmente il predatore infetto è più grande e li uccide durante l’attacco.

Dove si può contrarre la rabbia?

La rabbia provoca da circa 26.000 a 55.000 decessi nel mondo ogni anno. Oltre il 95% di queste morti avviene in paesi quali Asia (Vietnam e Thailandia in particolare) e l’Africa, mentre in Europa è stata quasi completamente debellata.

In Italia purtroppo è ricomparsa, sono stati riscontrati focolai nel Nord Italia, specialmente nel Nord Est, in Veneto e Friuli Venezia Giulia ( e in particolare nella provincia di Belluno, Trento e Bolzano).

E’ stata invece completamente debellata in Gran Bretagna, Scandinavia, Giappone e Australia.

I vettori sono principalmente gli animali selvatici, i pipistrelli in particolare, e non gli animali domestici.

sintomi rabbia nel cane

Sintomi della rabbia nel cane

Le manifestazioni della rabbia sono piuttosto chiare e presentano questi sintomi:

  • Aggressività
  • Cambiamento nel comportamento (paura, nervosismo, diffidenza)
  • Stimolo a mordere senza ragione o preavviso
  • Salivazione eccessiva
  • Febbre
  • Deambulazione
  • Disorientamento
  • Convulsioni
  • Paralisi

Forme della rabbia

Il decorso si sviluppa in tre fasi, o meglio, in tre forme:

  • Forma Prodromica (della durata di circa 2-3 giorni)

    Il cane appare nervoso, spaventato, tende ad isolarsi ed è febbricitante. Il comportamento abituale tende a variare, il cane diventa aggressivo e vuole mordere, ma può anche capitare che alcuni cani diventino più affettuosi del solito.

  • Forma furiosa (circa 1-7 giorni)

    In questa fase il cane è agitato, nervoso e particolarmente sensibile a qualunque stimolo visivo e uditivo. La luce lo disturba, i suoni anche, per cui cercherà di nascondersi e di isolarsi. Sviluppa tendenza a mordere, è disorientato e si muove in modo scoordinato. La salivazione inizia ad aumentare.

  • Forma paralitica (1-10 giorni)

    Solitamente inizia 2-4 giorni dopo i primi sintomi. Il cane è completamente disorientato, scoordinato e può avere convulsioni. Può avvenire la paralisi da motoneurone inferiore (paralisi delle cellule nervose deputate al controllo dei muscoli volontari, delle ghiandole, di parte del cuore e dei muscoli), paralisi dei nervi cranici, o paralisi laringea.

    Una delle manifestazioni più conosciute è l’idrofobia, ovvero la difficoltà a bere acqua. A questa fase seguono coma e morte per insufficienza respiratoria

Quando i sintomi si presentano nell’arco di circa dieci giorni avviene la morte dell’animale infetto. La rabbia ha sempre un esito letale.

test rabbia nel cane

Come si effettua la diagnosi della rabbia nel cane?

Se l’animale viene morso deve essere messo in quarantena per escludere l’infezione dal virus della rabbia. La diagnosi si effettua con:

  • Esame del sangue completo
  • Analisi delle urine
  • Radiografie
  • Test di immunofluorescenza

Terapia per la rabbia nel cane

Purtroppo non c’è terapia. Il trattamento della rabbia nel cane è proibito. Se si presentano sintomi l’animale viene soppresso e l’unico mezzo diagnostico per questa infezione è l’esame del tessuto cerebrale post-mortem.

E sfortunatamente, il cane spesso viene soppresso semplicemente quando si riscontra un caso sospetto, ad esempio quando si denuncia la possibilità di infezione dopo il morso di un animale selvatico.

Anche il tentativo di terapia è vietato a causa dell’alto rischio di contagio nell’uomo. In caso di possibile infezione sarà il veterinario a decidere cosa fare, ma la possibilità che l’animale venga trattato sono davvero poche.

vaccino rabbia nel cane

Vaccinazione per la rabbia nel cane

Fortunatamente c’è un vaccino per la rabbia nel cane. In Italia non è obbligatorio ma va fatto se l’animale esce dal paese.

Poiché l’unica forma di contenimento della rabbia è la prevenzione, è importante vaccinare i cani anche se non si esce dal paese.

Che il virus non sia comune è vero, ma la vaccinazione per la rabbia mette al sicuro i nostri cani dai rischi che possono correre anche semplicemente passeggiando in campagna. E la loro salute viene prima di tutto.

I sintomi della rabbia nell'uomo

I sintomi della rabbia negli esseri umani sono molto simili a quelli dei cani. Il soggetto manifesta febbre, mal di testa, iperestesia (condizione caratterizzata da un eccessivo aumento della sensibilità a stimoli tattili, termici e dolorifici).

Successivamente manifesta difficoltà nei movimenti, comportamenti violenti, ipersalivazione e deglutizione dolorosa (con difficoltà a bere l’acqua).

Quando la malattia ha fatto il suo decorso il paziente presenta segni di confusione mentale, soffre di convulsioni, paralisi, arresto respiratorio, coma e morte.

Se vieni morso da un cane che non conosci o se non sei sicuro che sia vaccinato vai in ospedale e chiedi di essere assistito immediatamente.

Quando posso vaccinare il cane per la rabbia?

Il cane può essere vaccinato sopra i quattro mesi di età, in quanto il sistema immunitario del cucciolo contiene ancora gli anticorpi della madre che contrastano l’effetto della vaccinazione.

denuncia per la rabbia

Cosa fare se il cane morde una persona

FAI DENUNCIA, E’ OBBLIGATORIA!

Considerata la gravità della malattia, quando vi sia il sospetto che l’animale abbia contratto il Lyssavirus è obbligatorio fare denuncia.

Gli animali che possono avere contratto il virus della rabbia vengono messi in isolamento per circa 40 giorni (la famosa quarantena!) in attesa di vedere se si presentano sintomi dopo il periodo di incubazione.

Non vaccinare il cane se morde una persona

Se il cane non vaccinato ha morso qualcuno e la vittima si reca al Pronto Soccorso non devi assolutamente far vaccinare il cane, né per la rabbia, né per altri vaccini.

Il cane deve essere esaminato nello stesso stato in cui era quando si è verificato l’infelice evento e sia tu che il veterinario potreste subire sanzioni e denunce.

Alcuni consigli utili

Gli animali non sono giocattoli, e non vanno trattati come tali. Se incontri un cane che non conosci, soprattutto se sta girovagando libero, non avvicinarti se vedi che sembra teso o spaventato.

Se incontri un animale che manifesta i segni della rabbia fai denuncia. Se è sano non sarà soppresso, se è infetto potresti aver evitato guai molto seri a persone e animali.

Il morso di un animale va sempre denunciato. Purtroppo non è una situazione piacevole ma lo richiede la legge, quindi attieniti alle normative vigenti.

Se porti spesso il tuo cane in campagna o in montagna, e in particolare in zone dove ci sia la presenza di volpi, pipistrelli, procioni o altri animali considerati comuni vettori della rabbia, assicurati di vaccinarlo.

Se adotti un cane fallo vaccinare: purtroppo non è possibile sapere se abbia fatto o meno i vaccini, e vaccinare di nuovo presenta dei rischi, ma sono comunque meno gravi di quelli che contragga una malattia, sia zoonosi che non trasmissibile all’uomo.

Dallo Staff di Cani Piccoli

Se questo post ti è stato d’aiuto per capire meglio come prevenire questa terribile malattia non vorrai perdere gli altri post sulla salute, sulla cura e sull’educazione del cane. Vieni a scoprirli con noi!

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